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Curiosità

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I frutti dimenticati in generale, ma in particolare la nespola, il giuggiolo, il sorbo hanno queste caratteristiche:

1. maturano in autunno, stagione non particolarmente ricca di specie commestibili;

2. hanno un elevato contenuto di acido malico e vitamina "C"

3. devono esser consumati soltanto dopo "ammazzimento", cioè dopo un periodo di post-maturazione nella paglia. Diventano allora dolci, con polpa morbida e farinosa e sono ottimi per la preparazione di marmellate e salse con cui accompagnare carni e verdure.

4. le piante sono molto rustiche; resistono bene ai parassiti, ai rigori invernali, amano il sole e l'aridità estiva.

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La moda della frutta antica non solo non si è spenta, ma per fortuna sta prendendo piede anche per piccole produzioni da reddito che vanno a colmare nicchie commerciali destinate a cosumatori attenti e sensibili. Con le varietà "dimenticate" e ritrovate di mele e di pere sono nati gelati artigianali superpremiati, piatti da gourmet firmati da cuochi blasonati, collezioni private di personaggi famosi...
Alle fiere d'autunno non perdete di vista queste produzioni vivaistiche di alta qualità e di importante contenuto storico-culturale, e regalatevi il piacere di coltivare a casa vostra quelle più adatte al luogo e più legate alle tradizioni del vostro territorio. Perchè un vantaggio non da poco è che molte varietà antiche sono lungamente conservabili in dispensa, fino all'inverno e oltre: erano infatti satate selezionate nei secoli per fornire una solida base di riserva alimentare in epoche in cui c'erano ben poche fonti di vitamnine fresche. E poi sono poco sensibili alle malattie, piante belle, da amare subito e da regalare al futuro, perchè longeve e produttive per molti decenni.
  

Testi con titoli sul tema:
"Tra il fico ed il giuggiolo" di Ghego Bianchini
"I frutti dimenticati" di Cristiano Cavina


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Il nome della pianta "Rosa Canina" deriva da Plinio il Vecchio che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici. E' l'antenata delle rose coltivate: si sviluppa come un arbusto, crescendo si riempie di lunghi rami scomposti e durante l'autunno assume una colorazione rossastra dovuta alle innumerevoli bacche che invadono la pianta.

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                                    Quell’antico brodo…

Da dove viene quel famoso “Brodo di giuggiole” che è entratonel parlare figurato? La locuzione completa riportata nei dizionari è “andarein brodo di giuggiole”, che vuol dire “andare in sollucchero, gongolare, essereoltremodo compiaciuti”, ma adesso più nessuno la usa. In realtà quando lagiuggiola incontra il fuoco, tira fuori una sua naturale viscosità dolce chegiustifica il detto.

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                                  L’orto dei frutti dimenticati

L’orto dei frutti dimenticati, in provincia di PesaroUrbino, è una sorta di museo all’aria aperta in cui sono stati raccolti alberida frutto appartenenti a varietà tradizionali non più coltivate. Vi si trovanoanche meridiane, archi ed altre opere d’arte che hanno un unico scopo, quellodi portare il visitatore a riscoprire il senso della memoria ed il gusto di ciòche è antico e semplice: il silenzio, l’infanzia, le relazioni che ci leganoalle persone e agli oggetti che hanno preso parte alla storia dei singoli edelle comunità. Questo particolare orto dei frutti dimenticati si trova aPennabilli, nell’alta Val Marecchia in provincia di Pesaro Urbino nelle Marche.L’orto è nato da un’idea di Tonino Guerra, poeta e celebre sceneggiatore di“Amarcord” e altri film di Federico Fellini, di Antonioni, De Sica e Monicelli.Dal 1989 Tonino Guerra risiede a Pennabilli ed in questa zona ha realizzato uninsolito progetto: i luoghi dell’anima: giardini e mostre permanenti definitianche “musei minimi” perché caratterizzati dalla semplicità delle strutture edelle emozioni che cercano di riportare alla luce. Pennabilli e la valle,grazie alla sensibilità di Tonino Guerra, sono diventati luoghi fuori dalcomune e percorrere i suoi sentieri è come addentrarsi nel viaggio magico dellameditazione. Ritrovare il passato è una delle mete, ma non percorrere connostalgia, ma per investire meglio sul futuro. Così l’orto dei fruttidimenticato ha un centinaio di piante da frutta raccolte come in un museo deisapori: ecco il melo limoncello, li biricoccolo, il fico verdino, il perocurato, il melo campanino, il pero martin pescatore, il pesco bucoincavato epoi ancora ciliegi, more, mirtilli, uva spina. Ma chi si trovasse a passeggiarefra tante varietà avrebbe per compagno oltre che la curiosità botanica, ancheil mondo magico del poeta che nell’orto affida a totem di legno e ceramica isuoi pensieri. Inoltre vengono ritrovate le orme di antichi personaggi chehanno attraversato la valle, quali Giotto e Dante. Ricongiungersi alla natura èlo spirito che anima Tonino Guerra in questa vita.

Chi volesse avere indicazioni utili per la visita può vedereil sito: www.montefeltro.net/pennabilli/orto.htm

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Differenza tra formaggio "ubriaco", e formaggio "erborinato". Il formaggio ubriaco o come noto nel dialetto trevigiano "formaio embriago" si ottiene immergendo la forma del formaggio in vinacce fresche. Questo procedimento conferisce al formaggio una crosta violacea, dura e opaca. La pasta del formaggio ubriaco è compatta, bianca, con delicato profumo dolce e vinoso. Il sapore è caratteristico, tendente al piccante.
I formaggi erborinati sono formaggi caratterizzati dallo sviluppo di un micelio fungino nella pasta. Dal termine dialettale "erborin" o prezzemolo per la presenza di caratteristiche venature verdi o blu, dovute allo sviluppo di muffe (gorgonzola).